
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 09 marzo 2026
Tobin Tax e manovra 2026: cosa cambia per investitori e mercati
La Legge di Bilancio 2026 ha apportato diverse modifiche nel panorama economico-finanziario, una di queste è di particolare rilievo per il mondo degli investimenti. Riguarda infatti il raddoppio della Tobin Tax, ossia l’imposta sulle transazioni finanziarie.
Sono soggetti alla tassa gli acquisti e i trasferimenti di proprietà di azioni italiane quotate aventi capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro.
Cosa cambia dunque per gli investitori e i mercati? Innanzitutto è importante capire come e quando è nata l’imposta e quali sono le novità previste dalla manovra.
Tobin Tax: origini e caratteristiche
La tassa è stata introdotta dal governo Monti nel 2013 e prende il nome da James Tobin, premio Nobel per l’Economia, che negli anni ’70 propose un’imposta sulle transazioni in valuta estera per ridurre le speculazioni a breve periodo e l’eccessiva volatilità dei cambi. Questo proprio perché è una tassa che colpisce gli acquisti e i trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti partecipativi di società quotate a elevata capitalizzazione con sede legale in Italia.
L’imposta è prevista anche per i derivati che hanno come sottostante quelle stesse azioni o strumenti partecipativi, che però non sono impattati dalle novità della Legge di Bilancio.
La Tobin Tax è poi applicata a negoziazioni ad alta frequenza (High Frequency Trading). Con quest’ultima espressione si intendono le operazioni eseguite con sistemi automatizzati che generano ordini/cancellazioni a velocità molto elevata.
Le novità della Legge di Bilancio 2026
La manovra prevede, dal 1° gennaio 2026, un raddoppio delle aliquote previste: per le società quotate su mercati regolamentati si passa dallo 0,1% allo 0,2%, mentre per le operazioni su mercati non regolamentati l’aliquota passa dallo 0,2% allo 0,4%.
Anche l’operatività ad alta frequenza vede un raddoppio, dallo 0,02% allo 0,04%.
Questo impatta non solo chi compra direttamente le azioni ma anche fondi comuni ed ETF quando acquistano titoli a elevata capitalizzazione.
Cosa cambia per investitori e mercati
Un investitore che acquista sulla borsa italiana un’azione di una società italiana con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro è dunque soggetto a una maggiore imposta sulla transazione. Per esempio se avesse comprato 10.000 euro di azioni di tale società nel 2025 sarebbe stato soggetto a una tassa dello 0,1%, equivalente a un esborso di 10 euro. Oggi invece l’imposta sarebbe dello 0,2%, pari a 20 euro.
Per un investitore diventa ancora più importante valutare l’orizzonte temporale. Strategie basate su compravendite frequenti di titoli soggetti a Tobin Tax risultano più penalizzate rispetto a logiche di investimento di medio-lungo periodo.
Parallelamente, esistono asset che non rientrano nel perimetro dell’imposta, come Titoli di Stato e obbligazioni, che possono contribuire a costruire soluzioni più efficienti dal punto di vista dei costi complessivi.
La scelta tra un approccio più tattico, con operazioni frequenti e una strategia più orientata al lungo periodo va sempre valutata alla luce della propria situazione personale: obiettivi, orizzonte temporale, tolleranza al rischio. Per questo può essere utile confrontarsi con il proprio consulente di fiducia, per capire come l’aumento della Tobin Tax si inserisce nel quadro complessivo del portafoglio.
Per quanto riguarda l’impatto sui mercati, l’effetto logico che ne può derivare è una riduzione degli scambi. Alcuni operatori, soprattutto quelli istituzionali che scambiano grossi volumi, potrebbero ridurre le loro attività di scambio a causa dei margini erosi dalla tassa.
La conseguenza diretta di una diminuzione degli scambi è una minore liquidità su alcuni titoli: potrebbe essere meno facile e immediato trovare acquirenti o venditori per un determinato strumento finanziario.
Allo stesso modo, si potrebbe ridurre l’attrattività dei mercati italiani per gli investitori esteri rispetto ad altri mercati.
Sul piano teorico, quindi, il raddoppio dell’aliquota della Tobin Tax potrebbe ridurre i comportamenti speculativi degli operatori. Tuttavia, sul piano pratico, l’effetto diretto è un aumento dei costi legato alle attività di transazione.
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